Monday, October 22, 2007

BEDTIME STORIES - I POZ (YOU)

Fare sesso. E poi rifarlo. Diventarne dipendente. Ammalarsi di sesso. Si chiama AIDS, e questo lo sappiamo tutti. Non basta ancora. Nell'arcano e più oscuro lato dell'amore la cui ombra si chiama morte esistono territori da esplorare. Quelli che contrappongono il sadico al masochista. Quelli che mettono chi ama in contatto con chi viene amato. Alcuni mettono l'amore direttamente di fronte alla morte. Perchè c'è qualcuno che, potenzialmente malato di sesso decide di fare ammalare qualcun'altro. Facendo sesso, naturalmente. Nella versione romantica potrebbe essere un atto estremo d'amore, di condivisione dello stesso destino. In altre circostanze questa condivisione diventa feticcio, terrorismo sessuale. Si chiama "pozzing" e afferisce a persone che usano il proprio pene come una pistola carica puntata alla tempia. Inseminando altre persone con sperma infetto. Nella versione più "morale", i "seminatori" agiscono in piena e reciproca consapevolezza. E fin qui non c'è nessun problema, visto che ognuno della sua vita ne fa un po' ciò che gli pare. Il problema sorge quando si decide di infettare, con macabro gusto feticista, persone ignare di ciò a cui vanno incontro. E si uccide. Chi fa "pozzing" è normalmente organizzato. Appartiene a gruppi che si affacciano in modo assolutamente esplicito dalle stanze di videochat a tematica erotica.

A prima vista, pur premettendo che ognuno ha una precisa responsabilità di protezione verso se stesso, nascerebbe un’istintiva voglia di ferma condanna nei confronti di questi vampiri postmoderni. Pensiamoci meglio. La loro azione, per quanto estrema e difficilmente accettabile, non potrebbe forse essere la ribellione ad una “società della perfezione” che - come mai prima d’ora - stigmatizza le cosiddette devianze anche se hanno la forma di una malattia? E se questi “seminatori” fossero kamikaze di un nichilismo assoluto peraltro già presente su molti altri fronti? D’altra parte anche i terroristi, se avessero vinto la loro guerra, invece che in prigione sarebbero celebrati come eroi da monumenti nelle piazze cittadine. D’altra parte Jim Morrison quaranta anni fa ci avvertiva che “nessuno sarebbe uscito vivo di qui” ed è subito diventato bandiera di intere generazioni. Chissà se qualcuno di coloro che si è appropriato di tale bandiera, l’ha portata stampata sul petto o custodita nel cuore ha mai pensato che, un giorno, questa profezia avrebbe potuto avverarsi...

Buonanotte.

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