Tuesday, November 25, 2008

GOOD NIGHT AMERICA, AND GOOD LUCK!

Mai, avrei detto finora che essere un po' tutti americani sarebbe stato così importante. E' un segno del tempo. Una volta tanto buono. Si cmabia idea e si cambia insieme all'idea. A chi mi dice che è presto per essere entusiasti io rispondo con ferma decisione che ho deciso di esserlo. Oltre ogni ma e ogni se. Perchè quella sera di grandi speranze e grandi attese, chiacchierando con un amico ho detto: non mi importa quale sarà il risultato. Per ora mi godo l'entusiasmo dell'attesa. Se andrà come spero domani continuerò a festeggiare. In caso contrario avrò comunque il picevole ricordo di una notte in cui c'è stata la possibilità di cambiare il mondo. Sono stato sveglio fino alle sette e ho festeggiato. Ma solo ora mi rendo conto, dopo tutte le tante parole di troppo che si sono spese che questa possibilità è sempre più vicina. E come ha titolato la copertina di The Economist: IT'S TIME.
E' proprio ora, adesso, di rivivere l'emozione di quelle parole che il tritacarne mediatico ha già archiviato e confinato nelle isole dei famosi. Sono parole che - invece - spero scriveranno la storia che verrà. C'era un uomo tempo fa che ha avuto un sogno e per quel sogno l'hanno ammazzato. Oggi ne abbiamo un altro che ci dice "possiamo!". E io voglio essere parte di quel mondo che crede in lui. Perchè, come ha scritto Daria Bignardi "Si può fare, cazzo! Oggi siamo tutti negri, ebrei e comunisti. Dio sia lodato".

Per questo, stasera, riporto quelle parole che se e quando sarò vecchio avranno ancora il potere di commuovermi come hanno fatto la notte del 4 novembre.

"Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.
Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America.
E’ la risposta che ha guidato tutti coloro ai quali per lungo tempo e da molti è stato detto: siate scettici, abbiate dubbio e paura, riguardo a quello potrà succedere! ...e li ha guidati a mettere le proprie mani sul cammino della storia per dirigerlo ancora una volta verso la speranza di un giorno migliore.
C’è voluto molto tempo, ma stasera, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, in questa elezione, in questo specifico momento, oggi il cambiamento è in America.
Poco prima, in serata, ho ricevuto una chiamata di straordinaria cortesia dal Senatore Mc. Cain.
Il Sen. Mc Cain si è battuto a lungo e con tenacia in questa campagna. E ha combattuto ancora più a lungo e con tenacia per il Paese che ama. Ha sostenuto per l’America sacrifici che molti di noi non potrebbero nemmeno immaginare. Siamo grati per il servizio reso all’America da questo leader audace e coraggioso.
Mi congratulo con lui. Mi congratulo con il Governatore Palin per ciò che sono riusciti a realizzare. E sono impaziente di lavorare con loro per rinnovare la promessa di questo Paese, nei mesi che verranno.
Voglio ringraziare il mio compagno di viaggio, un uomo che ha fatto una campagna elettorale di cuore, che ha parlato in nome degli uomini e delle donne coi quali è cresciuto per le strade di Scranton e coi quali torna in treno a casa, in Delaware: il vice presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.
E non sarei qui stanotte se non fosse stato per il sostegno incessante del migliore amico dei miei ultimi 16 anni, pilastro della nostra famiglia, amore della mia vita, la First Lady Michelle Obama.
Sasha e Malia: vi amo più di ciò che possiate immaginare; vi siete meritate il nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca.
E anche se non è più con noi, io so che mia nonna ci sta guardando, come ci guarda la famiglia grazie alla quale io sono ciò che sono. Mi mancano, stasera, e so che il debito che ho nei loro confronti è incommensurabile!"

Good night America, and good luck!

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