Sunday, March 19, 2006

VOLEVO FARE LO SCRITTORE

Alcuni anni fa - sei per l'esattezza - dopo molti racconti e resoconti ho messo mano al mio primo romanzo. Un romanzo diviso in tre atti. E' stato un lavoro lungo e - almeno per me - importante. Niente di autobiografico: come ho già detto la mia vita ha ben poco di letterario. Tutto era nato dalla curiosità dell'osservazione. La stessa curiosità che mi porta ancora oggi all'urgenza di scrivere e, attraverso questo blog, a condividere ciò che scrivo.
Spinto dal consenso di alcuni amici che avevano letto il manoscritto, dall'entusiasmo e da una moderata dose di ambizione ho contattato alcuni editori. Nessuna risposta. Solo qualche rara e laconica lettera di tiepido apprezzamento senza alcuna possibilità di pubblicazione. Ho pertanto intrapreso, su consiglio di amici giornalisti, la via dell'intermediazione. Pare infatti che gli editori non leggano manoscritti che non siano stati preventivamente selezionati da un'agente. Ne ho scelto uno, poi un altro, poi un altro ancora. Per avvalermi del loro supporto naturalmente ho dovuto pagare. In quesi anni ho dovuto riscrivere, smontare e rimontare il mio romanzo innumerevoli volte. Rendendolo più breve. Riscrivendone completamente alcune parti. Sezionandolo come una rana sul tavolo del biologo. Il tutto per rincorrere una corrente che, evidentemente, andava molto più veloce della mia capacità di tenerle il passo. Non è successo niente. Il mio romanzo, o meglio ciò che di esso rimaneva, è rimasto nel cassetto. Ora ho preso una decisione. Quella di tirare fuori il mio romanzo dal cassetto. Quella di riscriverlo un'ultima volta per riportarlo alla forma originaria. Quella di pubblicarlo, capitolo dopo capitolo su Radio Sarajevo. E' tutto. Tutto qui.

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