Thursday, January 19, 2006

SEQUESTRO

Intorno solo sbarre metalliche. Sei chiuso dentro da tanto di quel tempo che nemmeno sai quando sei entrato e perchè. E' come stare chiusi in una cabina telefonica. Manca il respiro. Fissi lo sguardo vitreo di una webcam a pochi centimetri. Anche il tuo sguardo è privo d'espressione. A stento si capisce se stai dormendo o se sei sveglio. Pensare? Meglio di no. Probabilmente non ne sei più capace. Mangiare. Quel poco che ti danno per tenerti in vita. E comunque anche la fame è ormai una sensazione dilatata. Poco più in la il tuo carceriere. Ti guarda distratto. Talvolta si avvicina. Sposta la webcam. Avvicina lo guardo per cogliere un cenno di vita. Silenzio. Poi accende la radio e una sigaretta. Si avvicina di nuovo e ti sbuffa il fumo addosso con noncuranza. Torna alla scrivania. Il suo viso si illlumina di una luce bluastra e sinistra. Quella del computer. Il rumore delle dita sulla tastiera è un frastuono nella testa. Tu non sai che la tua vita reclusa passa attraverso l'occhio della cam. Da li entra negli schermi di tutto il mondo. Che scherzi fa la vita. Tu sei li a soffocare costretto. Allo stesso tempo sei in migliaia di stanze da Roma a New York. Sotto costante osservazione. Probabilmente molti vorrebbero liberarti. Pochi verrebbero a farlo. Sarebbe facile. Basterebbe percorrere il lungo cavo telefonico che arriva alla tua stanza. Ma la libertà, come tutte le cose, ha un prezzo. Si chiama riscatto. E ha una data di scadenza. Lo sanno tutti tranne te. Per fortuna. Un prezzo astronomico. La libertà è preziosa e tu, che non ce l'hai, lo sai bene. Come lo sa bene il tuo aguzzino. Ha messo un timer. Quello che non sai è che stai correndo - senza alcuna possibilità di movimento - contro la morte. Accanto al timer, sullo schermo, cìè un totalizzatore. Il mondo di fuori deve sapere quanto deve pagare per te. E' il gioco del destino. A destra i minuti scendono, a sinistra il gruzzolo cresce. Lentamente. Sei solo al mondo. Non hai una famiglia che si sbatte a destra e a manca per salvarti. La tua vita è in mano a tiepidi gesti di buona volontà. E con la buona volontà non si va molto lontano. C'è chi si indigna. I giornali parlano di te. Mezza colonna in cornaca. Questo è quello che vali. Anche questo, però, non lo sai. A volte l'ignoranza aiuta a sopravvivere. Chissà se hai mai desiderato di farla finita. Non puoi farlo. Come potresti. Sotto stretta sorveglianza. Del tuo aguzzino. Della webcam. Del mondo che ti osserva. Mattina, pomeriggio e sera. Di nuovo mattina, pomeriggio e sera. Secondi che si susseguono in rapida sequenza. Attimi trascurabili di quotidianità per il mondo intero. Oscillazioni tra la tortura e la morte per te. Il tempo, in fondo, è così soggettivo... Il timer scandisce la sua corsa verso lo zero. La tensione diventa torrida. Il bottino sale. Prima lentamente. Poi accelera. Diventa frenetico. La mobilitazione diventa generale e mondiale. Trenta secondi, poi venti, poi dieci. Ci siamo. Il momento della verità. Il tuo carceriere stacca con un pacato clic del mouse il tuo unico e inconsapevole contatto col mondo. Sorride soddisfatto. Game over. Non posso dirti che succederà ora. Non posso più vederti. Forse sei morto. Forse sei ancora trafitto dalla tortura della reclusione. Per il mondo comunque non ci sei più. Non c'è e non ci sarà mai alcuna legge a difenderti. Non c'è e non ci sarà mai nessuna legge a punire il tuo aguzzino. Che orrenda maledizione nascere coniglio nel mondo degli uomini...

1 Comments:

Anonymous Scapiglio said...

molto "old boy"...che scopro essere il secondo episodio della trilogia di cui lady vendetta sarebbe la conclusione (a proposito, visto? Vale la pena?). Insomma, il primo episodio della trilogia dove cazzo é finito? Lo riproporranno a breve, vedrete...

Un po come andare al ristorante e mangiare, nell'ordine: secondo e contorno, dolce e poi un bel primo...e magari dopo cena fai anche un bell'aperitivo...

sfiga ancor più grande nascer carota in un mondo di conigli!!!

1:56 AM  

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